Dintorni

Dintorni (11)

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I quartieri

Negli ultimi cento anni è invalsa l'abitudine, a Modica, di identificare un quartiere facendo toponimo sulla chiesa attorno a cui gravita un certo numero di abitazioni, per cui si é parlato del quartiere di Santa Maria, di quello di San Pietro, di San Paolo, di San Giovanni, etc., non tenendo più conto di quella che per secoli era stata la suddivisione storica della città..

Itinerario Modicano

La visita ha inizio dalla Piazza Municipio, centro della vita istituzionale e cuore della città. Chiusa da notevoli edifici ottocenteschi, è caratterizzata dall'incombente presenza della rupe del Castello, con la torre dell'orologio. Sulla destra, l'ex Convento di S. Domenico, sede del Palazzo di Città, ha un chiostro che ha subito vari rimaneggiamenti in epoche diverse: rimangono i poderosi pilastri e gli archi a tutto sesto. L’ingresso è nella piazzetta laterale, ricca di palme, sulla quale si affaccia anche l'omonima chiesa.

L'antica capitale della Contea

Adagiata in una gola alle pendici meridionali dei Monti Iblei, a circa 10 km. dal Mediterraneo, la città si presenta al visitatore con una fitta trama urbana digradante da un alto sperone roccioso giù verso il solco calcareo intagliato dalla confluenza di due torrenti, lo Janni Mauru e il Pozzo dei Pruni, che, ai piedi della rupe, formano una grande ipsilon.

La Fiumara e i suoi ponti

Un urbanista del secolo scorso, monsignor Gioacchino Di Marzo, vide in Modica "la più singolare città italiana per condizione topografica dopo Venezia", ma chi vive ai nostri giorni ha autentiche difficoltà a rendersi conto del perchè di questa definizione. Facciamo allora un salto indietro nel tempo e visitiamo la città nel XIX secolo, allorché essa era solcata da corsi d'acqua e numerosi ponti di pietra assicuravano il passaggio da una sponda all'altra, dall'uno all'altro quartiere.

Le Chiese

In molte pubblicazioni Modica viene ricordata come la "città delle cento chiese". Tale definizione non è esagerata ma, semmai, limitativa perché se è vero che ai tempi del Carrafa, protostorico modicano, ne esistevano novantacinque è anche vero che uno studio eseguito nel 1955 da Franco Libero Belgiorno ne ha identificate ben centosessanta di cui naturalmente molte non sono oramai che un nome su una pagina ingiallita, una facciata spenta, in qualche caso una merceria o un deposito di legname.

Le colline

Una melagrana che si schiude alle prime piogge ottobrine. Così Stoppani e Lancetta, agli inizi del secolo, videro Modica assiepata di case cucite tra loro lungo i fianchi delle quattro colline che la cingono, quattro spicchi dello stesso granato.

Modica allo specchio

La città oggi si vede completamente cambiata nel suo aspetto, e non solo perchè il tempo ha corroso i suoi mascheroni barocchi, mai affidati ad un sapiente restauro, ma anche perché la mano dell’uomo ha inciso profondamente sui suoi lineamenti, alterandoli in modo irreversibile.

Modica Alta e Modica Bassa

Modica, nata sull'altopiano della Pianta, scivolando di case lungo i fianchi della collina del Pizzo, giunta al fondo valle ove scorrevano il fiume Moticano ed i suoi due affluenti, lo Janni Mauro ed il Pozzo dei Pruni, si chiamò Bassa onde distinguersi dall'altra, Modica Alta, che vantava il diritto della primogenitura.

Modica e il suo territorio.

Siamo convinti che con buona probabilità gli ospiti del modica Palace hotel preferiscano godersi appieno la quiete ed il relax di questo angolo di paradiso.